Storia Vittore Cucini

Quando dici “Vittore” le persone sanno che hanno a che fare con un sognatore visionario.

Sono nato nel lontano ’39 e ho vissuto la guerra. È per questo che quando mia figlia mi ha mandato in Germania gli ho detto: “Io ci vado ma non sono felice perché da ragazzo loro mi hanno mangiato il maiale”.

Sono figlio di contadini e amo la terra, questa mia origine mi ha abituato al “duro lavoro” e sono sempre stato sul “pezzo”.

Non mi piaceva molto studiare da ragazzo e mia sorella Anna, che era più grande, mi costringeva a continuare gli studi, ma la mia passione per la meccanica era più forte.

Andavo in bicicletta a lavoro e la voglia di apprendere da chi ne sapeva più di me non mi fermava davanti a niente. Andavo alla scuola del “Biticchi”, la migliore officina meccanica della zona.
A 25 anni ho aperto la mia attività a Certaldo mentre mia moglie gestiva il Bar del Rossi.

Il mio sogno era andare a Piacenza ad aprire la mia grande officina, ma la famiglia e mio fratello con cui ero in società, erano troppo legati alle origini e la loro paura ha temporaneamente fermato il mio sogno.

Ogni mese però varcavo l’appennino e andavo a respirare l’aria della vera meccanica da Bologna fino a Milano. Vedevo nuove attrezzature e tecnologie che poi portavo in azienda, alcune volte indebitandomi a tal punto da non poterlo raccontare neppure ai miei.

Questa mia voglia di essere sempre “avanti” ha portato le Officine Cucini ad essere la più grande officina meccanica della Toscana degli anni ’80 e realizzare il mio sogno nella mia terra.

Poi le varie crisi e scissioni familiari hanno inciso molto e ci siamo dovuti ridimensionare, ma la mia ambizione, la mia fiducia nel futuro sono riuscito a trasmetterle ai miei figli, Fabio e Simona, che con orgoglio oggi portano avanti non solo l’officina meccanica di riparazione, che è ancora oggi all’avanguardia, ma anche e soprattutto il reparto degli allestimenti nato negli anni ’80.

Il mio sogno era lasciare un segno nella storia e una buona impressione alle persone che ho incontrato e spero di esserci riuscito.

Oggi lavoro le mie terre con molta passione e con orgoglio sono tornato alle mie origini.